Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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sabato 4 gennaio 2014

Scegli con chi stare...


Tempi complessi quelli in cui tocca dover dire: "Io sto con Caterina" (sì, QUESTA Caterina). A parte che il promotore dello slogan è Renzi, e ciò dimostra la sua mostruosa capacità surfistica di cavalcare sempre l'onda (ciò per cui anche Paolo Bonolis diede del surfista a Fabio Fazio ancora anni fa); fa però specie che una ragazza che vive anche grazie ai risultati della sperimentazione medica sugli animali, e che non può che benvenire simili pratiche, riceva auguri di morte da sedicenti animalisti. Ma, si dirà, l'imbecillità alligna ovunque. Semmai, allora, ri-stupisce al cubo che dire: "Io sto con Caterina" sia sentito come un obbligo. Certe cose, secondo me e la Spocchia, non dovrebbero essere 'obbligatorie', in quanto automaticamente vere & buone e quindi sceglibili in mezzo a nessun'altra alternativa; vojo di': l'obbligo morale di per sé non dovrebbe nemmeno configurarsi come obbligo, perché se una cosa è giusta in sé universalmente, non c'è obbligo, la si fa perché di sì; laddove invece, secondo la nostra etica, l'obbligo vige nel momento in cui, a fronte di determinate situazioni, la natura dell'uomo, di suo imperfetta, potrebbe indulgere, verosimilmente, a scelte sbagliate, e quindi entra in gioco il binomio ordine-sanzione (anche il semplicissimo obbligo di stop al semaforo rosso, pena la multa, rientra in questa categoria, nevvero?) per portare alla scelta buona, neutralizzando la cattiva. Ma allora, ripongo la questione, perché sentirsi obbligati a dire: "Io sto con Caterina"? C'è davvero un'alternativa a ciò? Purtroppo sì, e ce la mostrano gli animalisti pazzi, parenti stretti di certi vegani folli quando non ridicoli, di quelli che mangiano solo frutta caduta spontaneamente dai rami degli alberi per non fare male alla pianta. A Machittevòle, Gelmini esclusa, concediamo un benevolo orecchio a chiunque, ma per un quasi integrale veganesimo ho visto gente di 33 anni morire di mieloma (non sarà stata la causa principale, Brescia notoriamente è tumor-city per millemila motivi, ma il dubbio mi resta sempre) e certi estremismi meritano da parte mia uguale estremismo. 
Domanda: qual è il motore principale che può spingere certuni ad augurare la morte a Caterina? Questo: l'idea che l'uomo è tutto sommato un intruso nella natura, un essere cattivo che, pressoché unico tra tutti gli animali, non si è adattato all'ambiente, ma da un certo momento in poi ha modificato, via via più pesantemente, l'ambiente alle proprie esigenze. Risultato: Gaia, la nostra Madre Terra, boccheggia. Potrebbero queste premesse mettere capo ad una strategia di sviluppo sostenbile fatta di miglior sfruttamento delle risorse terrestri? Macché: l'idea di costoro è che l'uomo deve appaiarsi al resto del regno animale, quindi i malati molto malati (Caterina, per dire) semplicemente si rassegnino, accettino che la natura, la buona natura pre-leopardiana, ha purtroppo voluto per loro un metabolismo perdente, ma guai a pretendere di sacrificare criceti e altra selvaggina per cercare di combattere la malattia. Di fatto, accade ciò che Matt Groening ha meravigliosamente affrescato in quell'episodio di Futurama in cui gli alieni stanno per distruggere la terra, ma con uno stratagemma si potrebbe rifilar loro una coppia di gorilla e se ne tornerebbero sul loro pianeta contenti. Ecco che, sul più bello, quando tutto pare compiersi, irrompe l'animalista pazzo che svela il trucco e si coccola il gorilla appena salvato, naturalmente in spregio della salvezza del resto dell'umanità. Accade poi a costui che gli alieni se lo pappino subito dopo, e non è certo questo il destino che auguriamo agli animalisti pazzi. A questi mostri che riducono a paccottiglia ecologica il mix di malattie di un membro DELLA LORO STESSA SPECIE, in ciò rinnegando secoli di humanitas, vorremmo simpaticamente intimare di rinunciare sin da subito a tutte le conquiste del progresso umano, perché se l'uomo è cattivo, è cattiva anche qualsiasi cosa egli abbia inventato o scoperto. E quindi da costoro non ci aspettiamo solo che prendano la bicicletta ogni tanto quando l'auto non è necessaria, né che usino i detersivi con tanti tensioattivi biodegradabili, né che tirino l'acqua del wc solo in casi estremi di puteolenza insopportabile del bagno. No no no: abbandonino le loro casucce, i lettucci, i cibi cotti, i vestiti, insomma ritornino nelle caverne. Almeno saranno certi di essere buoni con la Natura.

3 commenti:

  1. L'unica cosa che mi impedisca di esprimere i miei sentimenti verso i pazzoidi di cui sopra è proprio la mia "humanitas"... ;)

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  2. Ma alle volte una paroline bisogna pur lasciarla cadere... sennò questi pensano di essere nel giusto...

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  3. Caritas in veritate, veritas in caritate... xD

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