Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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lunedì 27 maggio 2013

Tipologia A - analisi di un testo letterario.


Per festeggiare degnamente i 5000 contatti del blog (evviva!!!, no, aspe', 200 contatti sono spam dalla Russia... Vabbe', non vorremo fare come quelli che festeggiano di domenica il compleanno se esso cade in un giorno feriale, vero? Viva Machittevòle,  nunc et semper!) ci dedichiamo all'esegesi di un pezzo di letteratura comica tra i meglio riusciti dai tempi delle Tesmoforiazuse di Aristofane. Potremmo anzi definirla commedia dei voluti equivoci, o darle proprio un titolo greco, chessò, Kenolalùsa (“Colei che ciarla a vuoto”) o Allologoplesthèisa (“Colei che è riempita dalle parole altrui”) o al limite Anaretòphoros (“La non-portatrice di virtù”), insomma vorremmo dire due parole sulla replica dell'ex, molto ex Ministro della Pubblica Istruzione MariaStellaGelmini (d'ora in poi MSG) alle dichiarazioni del fresco neoministro sempre dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, (d'ora in avanti MCC).
Noi umanamente si vorrebbe essere amici di tutti, ma non posso non provare sincero astio nei confronti di un ex Ministro dalle competenze nulle rispetto al dicastero che fu chiamato a ricoprire ormai 5 anni fa: l'azione devastante dei tagli, condita con slogan qualunquistici o falsi come: “La scuola è un ammortizzatore sociale”, “Ci sono più bidelli in Italia che carabinieri”, “Gli insegnanti sono una categoria proletarizzata DALLA SINISTRA [mai io no...!] e perciò i peggio pagati d'Europa”, “I sindacati hanno creato illusioni a tutti gli specializzati SSIS che ora si trovano a dover scoprire che i posti di ruolo che loro sognavano non sono mai esistiti”, l'impressione evidente di non sapere un cicca di ciò di cui parlava, l'aver agito come mettifaccia per un piano di vendetta storico-politica contro una categoria di privilegiati coccolati per anni DALLA SINISTRA [ma io no...!], le rispostine precotte con sorrisino di sufficienza tutte le volte che le si chiedeva un parere sulle disperate proteste degli insegnanti di tutta Italia (“Mah, cosa vuole, è gente legata a vecchi schemi DI SINISTRA [ma io no...!] che non si rassegna, poca cosa, gli insegnanti veri stanno dalla mia parte”), l'ipocrisia della qualità promessa e mai arrivata, l'indegnità, ebbene sì mi spingo a dirlo, l'indegnità rispetto al compito assegnatole, tutte queste cose fanno di MSG, e mi spiace davvero, l'individuo ad oggi più esecrato nella storia di questo blog.
Stesse almeno zitta. Macché. Donna Carrozza, in una serie di interviste, ha spiegato le sue intenzioni volte a restaurare un minimo di quiete in un mondo preso disumanamente di mira nell'ultimo lustro. E MSG ha voluto ribeccare.
Dice MCC: c'è bisogno di un esercito di insegnanti, perché la scuola deve essere rinsanguata.
Starnazza di rimando MSG: “Gli insegnanti ci sono, inutile assumerne ancora... E più che aumentare il numero di insegnanti, credo che si debba procedere lungo il percorso già tracciato: la razionalizzazione delle spese per finanziare la qualità e reimpostare il sistema educativo sulla base del merito"
Osservo io: cara MSG, non sei forse tu che hai fatto in modo di far sparire 187.000 cattedre coi tuoi tagli? Sì, ricordo benissimo quando la tua macellante riforma fu proposta all'Italia tutta nello studio di Matrix su Canale 5: non c'eri tu a parlarne, perché evidentemente non avevi memorizzato ancora tutte le cose da dire, e al tuo posto furono mandati due noti intellettuali come Roberto Cota della Lega (che continuava a chiamare al maschile le scuole di specializzazione definendole “i SSIS” - e Fioroni a correggerlo) e Roberto Bocchino, allora in quota PDL. Ricordo il sofisma bocchinesco secondo cui “con questa riforma nessuno perderà il posto, è una semplice opera di razionalizzazione che prevede dei tagli al personale”. Ora, senza scomodare la logica aristotelica, com'era possibile che una riforma razionalizzante fatta di tagli al personale non comportasse perdite di posti? Si trattò in effetti di un argomento sul tipo delle profezie ambigue di Apollo a Delfi, vere in enunciato, ma falsificabili in attuazione (Creso, si sa...): la riduzione delle ore delle singole materie e l'aumento del numero minimo degli alunni per classe avrebbero certo ridotto i posti, ma in organico di diritto, posti che spesso e volentieri sarebbero stati riassorbiti in organico di fatto. Senza stancare troppo i lettori non addentro a questi ingranaggi particolari, l'organico di fatto si sarebbe fatto paracadute dei posti persi in diritto, costringendo gente di ruolo a trovarsi di anno in anno una nuova sede di titolarità. Allora aveva ragione Bocchino? No, perché in anni non gelminiani gli organici di diritto non soffocati servivano ad immettere in ruolo i giovani insegnanti, mentre gli organici di fatto servivano, e servono, ad assegnare i cosiddetti incarichi annuali ai precari. Ebbene, strozzando a monte il diritto, e a valle il fatto, è chiaro che il grosso dei docenti di ruolo si salva, ma a prezzo di continui pellegrinaggi con tanti saluti alla continuità didattica e alla pace personale, oltre al fatto di non avere più immissioni in ruolo, o molto poche, con cui stabilizzare i precari, che si vedono pure decurtata la prospettiva di incarchi annuali. Tutto ciò per tacere di chi il posto non lo trova è più davvero e deve ripiegare su altra classe di concorso o sul sostegno (immaginate la passione che ci metterà con gli alunni portatori di handicap... grande umanità, brava MSG) o vedersi al peggio messo a disposizione del Provveditorato come tappabuchi in tutta la provincia o alla fine licenziato dopo 48 mesi di esubero.
Insomma, sofismi a parte, più dei docenti che hanno perso per sempre il posto, conta il mancato turn-over coi giovani, l'inserimento di forze fresche ed entusiaste a supportare l'esercito di 50enni che già sognerebbero la pensione. Che gli insegnanti ci siano, cara MSG, sarà pur vero dal tuo punto di vista, ma è il loro stato attuale che tu dovresti guardare, il senso diffuso di essere presi di mira indiscriminatamente, il dover temere tutte le volte qualche punizione non meritata, la squalifica sociale cui anche tu hai contribuito. Ci sono, certo, gli insegnanti, ma devono lavorare in aule sovraffollate e NON A NORMA per quanto riguarda la sicurezza nel rapporto tra alunni e metri cubi; ci sono, certo, ma o sono condannati dalla tua riforma e da quella della Fornero a un'interazione con generazioni di bimbominkia che, sia nei numeri che nell'età, risultano un macigno assurdo per loro, o, nel caso dei giovani, devono continuamente aggiornare le speranze di una stabilizzazione che d'un colpo è diventata una pretesa infantile, quasi un capriccio da aspiranti fannulloni, sì che molti di loro guardano con amarezza al loro passato studentesco fatto appunto di studi e sacrifici, di successi tramutati in una palude di attese deluse, laddove le Olgettine tanto care al tuo capo uscivano da Arcore con 2000 euro in tasca per sera e le chiavi di una Audi R8 “perché non sanno cosa fare della loro vita”. Il messaggio è quindi questo (“meglio Dallas che Pallas?”) e tu magari hai acconsentito che così passasse a noi? Ci sono gli insegnanti, come no, ma la loro miscela anagrafica è una condanna per il futuro della scuola, la motivazione è ZERO, i numeri non sono in grado di gestire le nuove situazioni didattiche ed emotive creata dal bimbominkismo.
Dice MCC: se non mi aumentano le risorse, mi dimetto.
Risponde MSG: aumentare i docenti è una logica di sinistra che ha proletarizzato gli insegnanti con stipendi più bassi d'Europa, senza carriera e riconoscimento dei meriti. Si sono vendute illusioni, posti che si sono trasformati non in posti di ruolo ma in posti di attesa in graduatorie infinite.
Osservo io: cocca, non scambiare l'effetto con la causa. I posti c'erano prima che intervenissi tu. Non eravamo illusi, ragionavamo sulla base di prospettive numeriche che TU hai stravolto. Sarebbe come se io radessi al suolo interi quartieri ALER o IACP e alle famiglie bisognose dicessi: “Scusate, vi hanno fatto credere che aveste diritto ad una casa ad affitto agevolato, ma non le vedo...”. E la storiella della razionalizzazione a beneficio della qualità è una foglia di fico, tanto che tu stessa hai dovuto uscirtene dicendo che i soldi risparmiati sono andati tutti a pagare gli scatti di anzianità dei docenti; ah, perché non lo sapevi prima? Pensavi che lo scatto di anzianità fosse una variabile indipendente? Dopo averci scassato the zebedeys dicendo che il 98% dei soldi del MIUR andava in stipendi, scopri che i risparmi vanno ancora in stipendi? Come dire che siamo un pozzo senza fondo e forse non si è tagliato abbastanza? O forse non era meglio ammettere che la scuola non è un ente a fine di lucro e che il vero risparmio in questo settore è sbarazzarsi degli insegnanti incapaci, purtroppo protetti da sindacati miopi e pronti sempre a difendere gli indifendibili? Sai che il vero risparmio sarebbe stato usare GLI STESSI soldi per pagare gli insegnanti VERI dopo aver pensionato o indirizzato ad altra amministrazione pubblica gli imbecilli, e lo spazio d'azione ci sarebbe? Quelli erano i veri tagli, non alle risorse, ma ai rami secchi dal punto di vista della capacità didattica. Ma è evidente che a te e alla tua maggioranza di panini alla Divina Commedia interessava risparmiare da qualche parte, e avete avuto buon gioco a colpire noi, nell'acquiescenza ipocrita dei sindacati, con la pancia del Paese tutta contro una categoria in cui un numero ridotto di mele marce ha mandato in malora tutti gli altri. Non ci siamo illusi: tu ci hai rovinati.

Ma la perla della replica gelminiana è questa: “Anch'io con Tremonti ho dovuto alzare la voce”. Certo, per dirgli a pranzo: “Giulio, mi passi il saleeeee?”. Ora, MSG carissima, abbi almeno la decenza di non fare la figura di quella che ci ha pure voluto difendere: tu sei forse il primo ministro della storia repubblicana che si è fatto nemico dei suoi stessi dipendenti, agendo con una esibita volontà di pulizia dietro cui si celava solo un progetto di annientamento punitivo. Come un professore che pensa solo a bocciare gli alunni. Sicché, dolcissima avvocata nostra, risparmiati i lamenti postumi, poiché NESSUNO sulla faccia della terra potrà mai credere che tu, anche solo per un millisecondo durante il tuo ministero, abbia pensato a qualcosa che fosse dalla nostra parte, anche perché, è noto, non eri tu a decidere, ma facevi le veci, e le voci, del duo Brunetta-Monti, decisi a massacrare i dipendenti pubblici a loro giudizio più indegni di tutti, cioè noi, la qual cosa fa doppiamente senso se si pensa che i due in questione sono pure docenti universitari. Ma tant'è. Tu, però, in tutta simpatia, cerca d'ora in poi di non fare più uscite come questa; non coprirti di ridicolo; hai voluto tornare alla Pubblica Istruzione, e non ti ci hanno voluto; hai tentato di pretendere la presidenza della Commissione cultura e non ti ci hanno messo, né come presidente né come membro della commissione stessa; non credi che questo voglia dire qualcosa? Non cogli il messaggio che ti sta arrivando dalla tua stessa maggioranza? Il web è strapieno di pesanti allusioni ai motivi della rapidità della tua carriera politica, ma in questo blog si ragiona sui fatti, non sui pettegolezzi. E i fatti dicono che tu sei stata sfiduciata PER INOPEROSITÀ dalla tua stessa maggioranza quando eri assessore al comune di Desenzano; eppure, nonostante ciò hai fatto il salto di qualità: sii felice di esserti trovata nel giro giusto al momento giusto; hai cambiato tre licei classici, segno forse di non completa adattezza al corso di studi: ciò spiegherebbe abbondantemente il tuo disinvolto odio nei confronti della scuola. Grazie. Hai centrato l'obiettivo. Hai rovinato al vita ad un numero imprecisato di persone, hai mandato in fumo anni di entusiastica dedizione alla cultura, hai reciso speranze legittime e sacrificate sull'altare di conti strabici rispetto ai veri sprechi del nostro mondo, hai portato disperazione, frustrazione, rabbia, e tutto col sorriso sulle labbra. A te individui e famiglie devono il peggioramento delle proprie condizioni di vita e tu glissi. Hai ucciso il futuro di un'intera generazione. Brava. Ora taci. Non osare MAI PIÙ pronunciare una sola parola su un mondo che non hai mai capito, ma solo martoriato. Rasségnati ad un oblio verso cui stai scivolando impercettibilmente. Torna nel mucchio. Lascia che la scuola riposi ferita e non infierire con parole inutili e sciocche. Datta, dayadhvam, damyata.
Shanti
Shanti
Shanti.

domenica 28 aprile 2013

I grandi ultimatum di Machittevòle - extended version.

Tra ieri e oggi abbiamo avuto la netta percezione, quasi fisica, direi, dei diversi gradi di esasperazione che possono manifestarsi nel popolo- noi compresi - di fronte a situazioni al limite del sopportabile.

Verso le 13 e qualcosa, nell'imminenza del colloquio del Presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta con Napolitano, colloquio con lista dei nuovi ministri del Governo acclusa, si ventilavano i nomi di Gelmini o Lupi all'Istruzione. Si sanno le mie idee sulla prima e la mia antipatia per il secondo. Così scrivemmo (o scrissimo, o scrimmo):

"Scriviamo da una postazione di fortuna dotata di wireless, quassù, all'estrema balconata dal Cosmo esterno, trepidanti d'attesa per il passaggio dell'ultima carovana di comete che probabilmente ci porterà in una galassia diversa da questa. Orbene, laggiù a Chigi's Palace si stanno rimesclando le carte per far uscire una squadra di governo che ci porti fuori dalle secche politiche in cui versiamo ormai da tempo immemore. Tra i nomi che circolano, al Ministero dell'Istruzione rischiano di andare o la nota esperta di didatttica Mariastella Gelmini, o il simpatico chiacchierino Maurizio Lupi, bravo a ripetere i copioni che gli fanno mandare a memoria e nulla più.
Ora, con tutto il rispetto che NON abbiamo per questi due, io, i fan di Machittevòle, l'universo tutto INTIMIAMO al neo premier di non provare nemmeno per un istante a pensare di inserire in un dicastero chiave per il futuro di questo sciagurato Paese una delle due persone anzidette. Si tratterebbe del colpo di grazia alla scuola pubblica. E si badi che lo scrivente, pur lavorandoci da più di dieci anni, non ha mai difeso acriticamente questa istituzione, oggettivamente lasciata per anni in mano alla sinistra per farne un serbatoio di posti di lavoro e voti conseguenti, senza MAI provare lontanamente a ripulire gli organici dai docenti obiettivamente INCAPACI, quelli che entravano in classe a leggere il giornale, spiegavano leggendo dal manuale e davano i voti a caso, avendo invece cura di bandire concorsi su concorsi per immettere in ruolo a più non posso, indipendentemente dalle capacità; nondimeno le terapie gelminiane, emanazione diretta delle direttive anticulturali e delle rappresaglie politiche progettate dai capi del Ministro medesimo, non hanno fatto il bene della scuola, ma hanno solo scatenato una campagna di odio, favorendo l'attuazione di un piano di tagli all'organico che non ha portato NESSUNA progressione qualitativa nela didattica, ma solo l'invecchiamento del corpo docenti e la contemporanea DEVASTAZIONE delle speranze di tanti giovani insegnanti che hanno scelto questo lavoro per passione e non per far propaganda politica travestita da insegnamento, che hanno creduto nel valore della cultura e che si sono visti sbattere in faccia glaciali affermazioni di disprezzo, irridenti battute del tipo: "Dovevate saperlo che con questo mestiere non si guadagna...", accuse di aver voluto cercare il lavoro facile e ben pagato, un part-time di 5-6 giorni, anzi mattine a settimana con le ferie di 3 mesi pagate per non far nulla eccetera eccetera.
No. Noi abbiamo scelto questo mestiere senza pretendere chissà quale favoritismo e ora ci troviamo davanti speranze di carriera sempre in bilico, come fossimo dipendenti di un'impresa in bancarotta. Ma noi dipendiamo dal Ministero, dallo Stato che i soldi per riprendere il circolo virtuoso del turn over generazionale li saprebbe trovare, SE VOLESSE. E oggi ci sbatte in faccia l'ipotesi di rivederci a viale Trastevere un Ministro che agisce per eterodirezione, oppure un uomo di partito fermamente fedele ai sogni di privatizzazione della scuola, di managerializzazione aziendalizzante degli istituti e sopratutto di chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi, idea che io sposerei subito in qualunque altro Paese che non fosse il nostro, perché qui e solo qui questo sistema diventerebbe la fiera del clientelismo e della raccomandazione. Detto poi che questa legge regionale fortemente voluta dalla Lombardia è stata già dichiarata incostituzionale, per dire.
Noi qui a Machittevòle non abbiamo mai creduto alla trimurti concettuale della scuola laica, democratica e antifacista, poiché i tre aggettivi sono sempre stati usati a sproposito solo per dire: "Scuola di sinistra in cui il merito non vale e tutti devono essere uguali per forza". I bei risultati di tutto ciò sono sotto gli occhi di chiunque veda lo sfascio logistico e amministrativo dell'Italia. Ma che la soluzione a tutto siano i tagli, le demonizzazioni, il blocco delle immissioni in ruolo, la martirizzazione degli insegnamenti di lettere, poiché le coscienze è sempre più bello plagiarle che educarle, ebbene tutto ciò è solo che inaccettabile. E non è (ri-?)chiamando all'Istruzione certa gente che i problemi si saneranno. Guardate al futuro del Paese, e ricordate che la scuola è la radice di tutto, senza la quale ogni albero, anche il più fronzuto, decadrà miseramente.
Ciò detto, sarà nostra cura prendere OGNI E QUALSIASI PROVVEDIMENTO necessario a manifestare il nostro totale dissenso ove uno dei due succitati diventasse Ministro dell'Istruzione. Ossequi".


Sarebbe puerile sottolineare che i provvedimenti minacciati erano ovviamente di tipo didattico: se Gelmini fosse davvero ritornata a Viale Trastevere, dal giorno successivo io sarei probabilmente entrato in classe a leggere il giornale da qui alla fine dell'anno. Quindi avrei presumibilmente disertato gli scrutini. Epperò oggi mi salta fuori una sparatoria davanti a Palazzo Chigi, colpevole uno squilibrato non tanto pazzo, pare, tal Luigi Preiti, che ha aperto il fuoco sui carabinieri. Il tizio avrebbe perso da poco il lavoro e si sarebbe separato dalla moglie, di qui la sofferenza ecc. ecc. e quindi la scelta di un'occasione di grande visibilità come il giuramento dei Ministri, la qual cosa ovviamente ha riportato a galla la memoria di un altro attentato durante un altro varo di Governo, ovvero i tragici fatti del sequestro Moro del 1978, avvenuto la mattina del giuramento del Governo guidato da Andreotti e sostenuto in modo, come dire, originale dal PCI. Niente a che vedere coi fatti di oggi, s'intende, qui pare proprio che il Preiti abbia fatto tutto da sé, benché, non avendo egli il porto d'armi, qualcuno debba avergli procurato la pistola.
Resta certo l'amarezza per gesti che sono frutto di una situazione evidentemente al limite, come al limite, se non l'avessimo scritto noi stessi, ci parrebbero certi toni del nostro post, che si potrebbero fraintendere al di là dell'intenzione dello scrivente. 
Che vogliamo dire? Che in ciascuno di noi può covare una rabbia più o meno sorda verso le istituzioni quando da esse ci sentiamo danneggiati (perché ovviamente il Preiti si sentirà vittima della crisi, dell'IMU, delle spese pazze della Casta, ecc.), ma la gradazione di essa rabbia è vastissima, visto che c'è chi minaccia cose innocue, chi le minaccia non innocue e chi le fa sul serio. Eppure, eppure, non so, alla fine non si può provare un lieve o meno lieve moto di spavento nel pensare che la nostra presunta società perfetta non riesce a sopprimere del tutto certi istinti, anzi alle volte l'incontro tra un'educazione non sufficientemente nutrita di senso civico, la miopia, per non dire cecità di certe scelte politiche, la debolezza MAI SCUSABILE dei singoli portano a certi esiti. Chi più chi meno sente un'ingiustizia, a volte esasperante, e manifesta il suo malessere in modi più o meno civili. Ma siamo tutti noi, animali razionali, prima animali e poi razionali. Molto poi. Ne abbiamo di strada davanti...
   
(Ciò detto, Ministro Carrozza, La invitiamo caldamente a salvare la baracca e sopratutto i burattini)