Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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martedì 15 gennaio 2013

Non ci sono fatti, ma opinioni.

M'è giusto finita or ora l'ennesima uscita di Berlusconi, stavolta a Sky, intervistato dalla burrosa Ilaria D'Amico, detta anche: "Colei che disse No al figlio di Moggi" (ma chi era Giovanna D'Arco al confronto?). Certo, il clima più disteso e la presenza di un'interlocutrice non certo sospettabile di simpatie sinistrorse palesi, hanno reso Berlusconi meno ringhioso rispetto alla seratina a casa Gruber della settimana scorsa. Poi, il copione è lo stesso. Cioè, fatta la media dei suoi più recenti interventi, l'ottimo Silvio, cui noi già demmo (o diedimo, istess...) fiducia e poi non ci piacque più causa Gelmini, ha delineato questo scenario:
1) Fosse per me, mi sarei dedicato negli ultimi anni della mia trionfale esistenza a costruire ospedali per bambini.
2) Sono diventato nonno per la settima volta, visto che patriarca? Altro che Ruby & bungabunga.
3) Non mi candido a premier mica perché in quel caso tre quarti dell'elettorato leghista piuttosto voterebbero Grillo, ma perché il premier è una figura azzoppata, non ha veri margini decisionali, tanto vale fare il Ministro dello sviluppo, che almeno lì so come ci si muove.
4) Se non ho portato a termine tutte le riforme che ho promesso, la colpa è di tutti i capetti di partito che mi hanno messo i bastoni tra le ruote in questi anni di governo, prima Casini, poi Fini. Gente che fa il politico di mestiere, mica come me che vengo dal concreto mondo dell'imprenditoria. Date la maggioranza assoluta al mio partito e poi vi faccio vedere io.
5) Appena al governo, metteremo mano ad una riforma della Costituzione che permetterà all'Esecutivo di avvalersi dello strumento del Decreto legge, immediatamente operativo, sì da evitare le pastoie parlamentari, per le quali ogni provvedimento di legge richiede dai 400 ai 600 giorni per essere approvato (tranne la legge Gelmini, Silvio, quella è passata d'incanto).
6) Lo spread è un'invenzione dei mercati, fu artatamente gonfiato per farmi cadere. Prima di Monti eravamo la seconda economia d'Europa e stavamo benissimo. Il nostro debito pubblico non è così alto, perché non si tiene conto del sommerso e del nero (tipico argumentum ex silentio: siccome non ci sono prove che Virgilio NON abbia scritto un poema sugli amorazzi gay di Enea, non è escluso che l'abbia fatto. Silvio, ti prego...).
7) L'attuale crisi economica e sociale del Paese è colpa del governo dei tecnici.
8) Mai voluta l'IMU,ma che potevamo fare? Coi miei governi non ho mai messo le mani in tasca agli italiani, in compenso mi tocca pagare 750 milioni di euro alla tessera numero 1 del Pd, De Benedetti, per un processo la cui sentenza è stata scritta da giudici comunisti...
9) Il taglio dei parlamentari e dei costi della politica? Già proposto nel 2005, ma poi la sinistra ha organizzato il referendum e ce l'hanno abrogato.
10) Votate a sinistra e darete il potere ad una coalizione animata dall'invidia sociale, per la quale la proprietà è un furto, che è ancora attaccata ai residui del comunismo e pensa che il cittadino debba essere al servizio dello Stato e non viceversa.

[entrano 15 ciambellani armati di lavagna e gesso per fare l'analisi del testo]

Quindi: siamo d'accordo con te, Silvio, per quanto concerne il punto 6, e già lo dissimo (o dicemmo, istess...): non si può far cadere un governo in base ad un differenziale tra titoli di Stato. Per il resto, però, consentici, Silvio caro, di perplimerci, a prescindere da quella certa riforma che tu sai ("E piantala, vittimista...!", "Fuori dal mio blog, subito!!!").
Cioè: sui punti 1 e 2 vabbe', sei un caro padre di famiglia e pensi solo agli altri. Ruby, pure, poraccia, le hai dato 57.000 euro per avviare l'attività da estetista, sono soldi tuoi, mica fondi pubblici, ergo ne fai quel che vuoi. Solo una domanda: possibile che tutte,
TUTTE le tapinelle a cui tu generosamente elargisti emolumenti per la startup di qualsivoglia attività, tutte costoro siano femmine di alta piacenza
e forme a dir poco generose? Possibile che tra le tue beneficiate non compaia nessuna tipo Ugly Betty, o al limite Licia dei BeeHive prima di convolare a nozze? Notti brave ad Arcore o meno, resta il fatto che il target pettoruto-estetico delle donne che ti emunsero pecunia è sempre quello.
Perdona se penso male.
Per il punto 3, dai Silviuccio, non fare come la volpe e l'uva, su... Il tuo Ego strabordante mal sopporta la relegazione ad un ministero qualsiasi, ma del resto i leghisti, liberatisi di Bossi, non potrebbero mai averti a Palazzo Chigi dopo tutta la bufera dell'anno scorso. E anche il giochetto di 'Berlusconi presidente' nel simbolo elettorale... 'Perché sono il presidente del partito', ma chissefrega, 'La nostra Costituzione vieta di indicare il candidato premier nel simbolo', e le altre volte allora? Dai, non rigirare la frittata: non ti fanno fare il premier per 80.000 motivi e tu fai la parte di quello che nemmeno ci pensava. No, questo no!
Punti 4-5: sì, sai, il piagnisteo del 'mi hanno sabotato' ha sempre in sé un pericoloso rovescio: e perché TU hai permesso loro di sabotarti? Cioè, quando va bene è merito tuo, quando va male è colpa degli altri? Ora, se a dire queste cose sono allenatori notoriamente incapaci di accettare le sconfitte come Capello o Lippi, allora vabbe'... ma tu, che sei sceso in campo strombazzando il nuovo, non puoi davvero farci credere che la tua sulfurea capacità decisionale sia stata messa in stallo da quattro broccoli. E', se mi consenti l'ennesima metafora scolastica, il caso del professore accusato di non saper tener le classi: sono davvero troppo esuberanti gli alunni o è incapace lui? Non è col vittimismo che si manda avanti un Paese: se non hai saputo domare Fini, Casini & circo accluso (e i mezzi di persuasione li avevi), la colpa è tua.
Eravamo tutti amici, allora...


Oltretutto non è così scontato che una maggioranza pidiellina sarebbe la soluzione: posto pure di avere i numeri in Parlamento anche senza la Lega, chi ti assicura che il tuo granitico partito a lungo andare non si sgranerebbe in correnti e correntucole come la vecchia DC? A volte i governi della Prima Repubblica cascavano per 'fuoco amico' all'interno del partito egemone, senza che i partiti alleati muovessero un dito.
Punti 7-8: senti, Silvio, è inutile fare la parte di quello che partecipa alla festa, ma lui non voleva venire e ce l'hanno costretto. Eri lì a sostenere Monti, sia pure obtorto collo, ma quando la va, la va. Non ci si può sfilare adesso, facendoci credere che tu neanche li volevi quei provvedimenti lì: intanto li hai votati, stop.
Punto 9: peccato che in quella riforma della Costituzione ci fosse parecchia altra roba un po' così.
Punto 10: già sentita.

Morale: a darsi ragione sono bravi tutti, ma io non posso votare un sofista. Sì, perché le varie performance berlusconiane, in particolare quella da Santoro, sono in tutto e per tutto simili a quelle degli oratori della Seconda Sofistica, brava gente del II secolo dopo Cristo che girava di città in città a farsi sfidare dialetticamente dal pubblico adorante, stupendo chicchessia con la capacità di intavolare orazioni su qualsivoglia argomento, accordato in precedenza o meno, pescando da un repertorio fisso di temi e schemi. Per tacere dei tour promozionali dei filosofi del medioevo che giravano di università in università a farsi 'provare' dai colleghi con quesiti di logica aristotelica. Nell'uno e nell'altro caso, il merito della questione contava e pure no, nel senso che era più interessante valutare la capacità del filosofo di argomentare, replicare e mettere in difficoltà gli avversari. Tutto, ovviamente, avendo come base comune la filosofia aristotelica, ritenuta immutabile e inaggiornabile nei suoi contenuti, e quindi fruibile come spazio di infiniti ragionamenti deduttivi e sillogistici da opporre agli interlocutori. Ecco, il girovagare berlusconico di piazza mediatica in piazza mediatica è così: lo senti ribattere con il solito treno di argomentazioni- slogan accuratamente studiate coi suoi esperti di comunicazione e marketing (Santoro, scusa se ti chiamo dentro, ma davvero la letterina a Travaglio non te l'aspettavi, dopo che sono tre mesi che da questo augusto blog ti facciamo notare la strategia defilippica del PDL di far vedere sempre da che pulpito vien la predica? Essù, dai, mi trascuri così?); lo vedi impegnato a rintuzzare le osservazioni-standard del conduttore (che se invece gli facessero sentire le intercettazioni della Minetti...); noti un vigore certo notevole in un 76enne, unito ad una capacità di illudersi e di illudere immutata dal 1994. Però...
Però, proposte autentiche per il nostro futuro, nisba. Ancora il taglio delle tasse, ancora addosso ai giudici comunisti, ancora a dire che prima andava tutto bene... Silvio, io voglio sapere cosa ne sarà di noi domani, non me ne può fregar di meno se tu cambierai la Costituzione, manca tutto il resto. L'economia boccheggia, non mi interessa di chi è stata la colpa, chi andrà al governo dovrà avere un programma VERO, non promesse generiche; non voglio passare ogni giorno della prossima legislatura con te che lanci proclami e subito ti lamenti che non ti lasciano lavorare; non posso immaginare ancora la Santanché, Napoli, Lupi et alii che gironzolano per i talk show a giocare ai piccoli maestri di dialettica con la clava. Basta. Voglio un Paese che abbia una direzione oltre la contingenza, non una gara a chi stoppa l'altro. Voglio una classe politica non impegnata a tener bordone al Capo o all'Idea, ma gente che lavora concretamente e non perde tempo a giocare con le parole. Spread o non spread, complotto europeo o no, ormai facciamo parte di un sistema e tu non puoi un giorno dire che l'Europa è bella e il giorno dopo che sono degli sporchi tecnocrati. Rasségnati, siamo integrati col resto del continente: anche a me parecchie cose della visione della vita dei paesi nordici non piacciono, ma se c'è da combattere, va fatto da dentro, non da fuori. Silvio: hai la tua età. Fai bene i conti. Anche i tuoi.

1 commento:

  1. Da che pulpito venga la predica è una misura che CHIUNQUE, secondo me, dovrebbe adottare, al di fuori della propria linea politica. ;) Soprattutto perché i pulpiti e le prediche sono sempre in eccedenza rispetto alle pratiche. E perché le prediche feriscono, quindi bisogna vedere se chi ferisce è titolato a farlo... ;)

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