Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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giovedì 3 ottobre 2013

Le pagelle della settimana [7]. Di suicidi veri e tentati.

Partiamo dall'ovvio.
Silvio Berlusconi: cosa si può dire che non si sia ancora detto delle follie di Silviuccio in questi ultimi giorni? Notevole, certo, è la botta suscitata dal suo dietro-dietro-dietro front di ieri all'una, botta che si può misurare, nella sua intensità, col fatto che ieri sera, ancora alle 23 passate, la rassegna stampa di Sky Tg24, numero monografico "Il giorno della fiducia", non mostrava l'anteprima della prima pagina di Repubblica: il motivo è evidentemente uno solo, e cioè che Mauro, Giannini, Ceccarelli, Lo Papa, Bei, Rampini, Spinelli e tutte le redazioni distaccate ai quattro angoli del globo erano ancora in coma etilico dopo un pomeriggio di feroci festeggiamenti per aver visto finalmente avverarsi il sogno di un ventennio, dicasi Berlusconi messo definitivamente all'angolo, ridotto ad un comprimario dalla ribellione dei suoi stessi sottoposti. Grande, come al solito, il talento recitativo del nostro: mani giunte, volto tirato, dichiarazione di voto imparata come le preghierine della sera nei collegi di una volta, ma soprattutto un sesquipedale sprezzo del ridicolo, detto che fino a mezz'ora prima, come testimoniano fonti orali e scritte (cuccia, Tucidide!) la parola d'ordine era "sfiducia all'u-na-ni-mi-tà!!!". Meravigliosa l'arrampicata sugli specchi di Sacconi appena dopo i fatti, davanti ai microfoni dei giornalisti, tutto all'insegna della lode di Berlusconi e del suo "responsabile gesto da grande statista", ovvero ritirare la sfiducia da lui stesso minacciata una settimana fa, riportandoci al punto di prima, ma con un punto di IVA in più; perché poi qui casca l'asino: se alla fine dobbiamo rilevare come la blitz-crisi di questa settimana era gnagna, ciò porta a concludere che non c'erano veri motivi per bloccare l'azione del governo e far scattare l'aumento ivesco. Deduzione della deduzione, se oggi paghiamo la benzina 1,5 centesimi al litro in più, la colpa è di chi ha provocato il pandemonio. Sì, Silviuccio, sei tu. Sia chiaro: mai e poi mai ci professeremo gente di sx, esclusa la mano con cui scriviamo, ma per amor di democrazia dobbiamo dire basta alle mistificazioni. Basta col gioco del lupo e dell'agnello, per cui tu, Silviuccio, hai passato due mesi a fare la vittima, a dire che erano gli altri che ti provocavano, che toglievi deputati dal parlamento e ministri dal governo perché tutti erano cattivi con te, che l'IVA è aumentata perché Letta ha bloccato tutto, quando invece la causa del blocco sei stato tu stesso. Patetici i titoli dell'ex miglior quotidiano d'Italia: "Il PD mette in crisi il governo", ad insinuare che i piddini si ostinavano in giunta a volerti far decadere, ergo i tuoi erano costretti a togliere la fiducia a Letta. Ergo un tubo. Tre gradi di giudizio, Silviuccio: per quanto sia evidente che nei tuoi confronti c'è stata un'attenzione, diciamo così, particolare da parte della magistratura, è pur vero che le irregolarità c'erano e sono state sanzionate; dirai: "Eh, grazie, se tutti venissero sottoposti allo scanner finanziario che ho subito io, nessuno sarebbe immune da condanne". Vero, Silviuccio, ma tu non sei 'nessuno', tu conti, tu hai proclamato per vent'anni di essere venuto a salvare l'Italia e alla fine l'unica riforma andata a segno è quella che ha distrutto la scuola e le carriere dei giovani insegnanti. E poi, la foglia di fico somma: "È saltato tutto fuori perché avete indagato ME, ma se indagavate qualcun altro...". Teorema dell'autovelox: "Certo, andavo 20 km oltre il limite e c'era l'autovelox giusto lì, e ho 150 euro di multa, ma se lo mettevano quando quello là con la Porsche passava a 200 all'ora gli toglievano la patente". Già, ma ciascuno è responsabile delle cose che compie quando le compie. E chi scende in politica avendo alle spalle un copioso passato imprenditoriale (atteso che il mondo dell'imprenditoria non è esattamente un giardino di vergini)(atteso che la tua natura da simpatico squalo che non guardava in faccia a nessuno era cosa nota in tutta Milano già a metà degli anni'80), deve sapere che da quel momento ogni suo battito di ciglia presente, passato e futuro sarà messo sotto esame. E se poi il marcio salta fuori (perché c'era, non perché se lo sono inventati i giudici, posto pure che ti abbiano tenuto fin troppo d'occhio), non ci si può stupire o scandalizzare. Invece passa l'idea che non ha colpa chi commette il dolo, ma è l'autorità costituita che si impiccia a cose ormai fatte, osando pretendere che una situazione di fatto, confliggente con quella di diritto, vada corretta: nella tua antropologia, invece, antropologia in cui purtroppo ci specchiamo un po' tutti noi italica gente, la trasgressione reiterata alla regola diventa regola essa stessa, una specie di usucapione allargato. Litigai in epoche remote con alunni motociclettofili a proposito della lievissima evasione fiscale scoperta a carico di Valentino Rossi. Risposta classica: "Pota, profe, si è scoperto, perché lo hanno preso dentro" (come dire: "Mi ha interrogato perché stamattina ero a scuola..."). Appunto: la polizia indaga per scoprire i reati, mica per passare il tempo. Ma poi, quell'indagine partì perché c'erano conti che non tornavano, giusto il fatto che dalla sera alla mattina TUTTO l'abitato di Tavullia si era trovato con la connessione Fastweb bella pronta (Fastweb sponsor di chi.....?). Risali che ti risali, è saltato fuori Rossi con i suoi MILIONI di euro non dichiarati al fisco, altro che povero perseguitato. Quindi nessuno "l'ha preso dentro", è lui che l'ha combinata, dando il destro per ulteriori indagini e ulteriori scoperte. Ecco il livello della nostra civiltà, non certo per effetto dei soli vent'anni di berlusconismo, perché queste furbate sono nel nostro DNA ad ogni latitudine politica da sempre, ma sicuramente elevato a sistema dopo questi vent'anni: se io la combino, colpa tua che mi scopri, essendoci sempre ben altro da frugare. E così abbiamo visto in questi mesi deputati e senatori difendere l'impossibile oltre ogni logica, ma anche oltre ogni dato empirico conoscibile per tutti, gente che, senza più argomenti, cercava il rinfaccismo facile tirando fuori lo scandalo MPS, gente che faceva la voce grossa pur essendo azionista di minoranza del governo, gente che ha fatto la figura del fesso mentre forze speciali kazake giocavano a 007 in casa nostra. Eccetera. Un eccellente script, in cui Alfani e Santanchesse, Gelmini e Carfagne, Brunetta e brunette sono stati costretti per mesi, per anni anzi, a fare quello che facevano i comunisti tutte le volte che la Madre Russia ne combinava una di indifendibile, ed erano stringati comunicati in cui si contestavano i resoconti dei fatti offerti dalla corrotta stampa occidentale, ci si appellava al fatto che nessuna rivoluzione è esente da passi falsi, e che comunque no, non era come vi avevano riferito, si trattava di una dialettica più complessa, che il torto era tutto nei borghesi reazionari, fino a quando, arrivati al colmo dell'instaurazione del regime di Jaruzelski in Polonia, il povero Berlinguer dovette ammettere che la spinta della rivoluzione socialista andava esaurendosi. Novello Berlinguer, ieri e oggi Al Fano (per distinguerlo da Al Bano) ha stracciato il copione, non ne può più delle interviste precotte guardando dritto nella telecamera come un piazzista televisivo che deve convincere della bontà del suo prodotto, ha capito che il destino di un singolo uomo politico non può essere più importante di quello di un Paese intero. Le repliche stizzite a assertive a giornalisti e avversari politici che tanto piacciono a Brunetta; le lezioncine di Costituzione impartite dalla nota modella di calendari hot Mara Carfagna, che con ampi remeggi delle braccine e il caschetto da rettrice di educandato parla di cose di cui nemmeno sa il significato, essendo tutta roba fattale pervenire dagli spin doctor del PDL e da lei imparata a memoria; le spiegazioni barocche della Bernini, senatrice-avvocato con una pista per sci acrobatico al posto del naso, che a colpi di vocaboli con più di 5 sillabe tenta di farci capire che Berlusconi è un santo: il team delle risponditrici automatiche Ravetto- Gelmini- Comi, ottime come segretarie d'azienda, ma solo quello: cose che sono ormai fuori luogo; ci vuole troppa faccia a difendere chi, in nome di un presunto danno personale, ha provato a gettare nel baratro un'intera nazione, pretendendo che i suoi eletti si riducessero al rango di servi sciocchi e gli dessero ragione anche stavolta. Liberissimo di sentirti ingiustamente condannato, Silviuccio nostro, ma da qui a ritirare parlamentari e ministri per arrivare al sabotaggio dell'attività istituzionale, no no no. È per questo che noi abbiamo (momentaneamente, spero) abbandonato la sponda cdx: una riedizione del PCI in versione soap-opera è troppo. Silvio, ti consigliai in tempi non sospetti di prendere il primo volo per Antigua e non tornare mai più in Italia. Oggi sei senza passaporto e non puoi più. Quindi ti dico quest'altra cosa: rinuncia, esci di scena, fatti decadere e goditi la vecchiaia a Bellagio. Vedi, so bene, per averli provati, cosa sono i deliri narcisistici, e so che una parte di te, autoscusandosi per le piccole marachelle compiute in 50 e passa anni di carriera, non capisce perché certuni ti vogliano tanto male anche se tu sei sceso in campo per il loro bene; il tuo difetto è quello tipico di chi concepisce la felicità altrui come semplice estensione della propria, nel senso che si deve essere felici alle sue condizioni, magari anche sovvertendo un pochino le regole che tutti dovrebbero rispettare, ma che ostacolano il compiacimento edonistico; e quindi guai a criticarlo per quello che fa, nel suo mondo magico di psichiatrica consistenza il Bene è automaticamente dalla sua parte e cattivo e da eliminare è chiunque si opponga alla riuscita del giuoco. Tu credesti e agisti, ma sbagliasti. Per questi vent'anni in cui sperai e da te venni deluso, il voto è 3, che col 22% di IVA diventa 3,66. Arrotondo a 4, perché quando hai detto: "Siamo giunti a decidere dopo molto travaglio", il lapsus legato all'uso di questo sostantivo dimostra che anche tu sei umano.

Il duo di Fort Apache, Napolitano-Letta: dopo una settimana come questa, il minimo che io mi sentirei di meritare se fossi uno di loro due sarebbe un viaggio di tre mesi su una sperduta isola della Polinesia, senza connessioni Wifi, senza telefono, senza cartina geografica, a spassarmela sulla spiaggia alla faccia di tutti.
Ma no, siete qui e vi voglio dire cose. Anzitutto, bravi per come avete retto al tentativo di strappo estremo di Silviuccio: abbiamo veramente rischiato l'implosione del sistema democratico, oltre che il ludibrio di tutti i Paesi civilizzati. Certo, ora che, come sembra, il governo poggia su una maggioranza molto meno ricattevole dell'altra, ma ce sincereremo più in là, una richiestina mi sento di elevarla alle vostre Somme Deità: Giò, non più tardi di dieci giorni fa hai ammesso pubblicamente che la scuola italiana è stata vittima in questi ultimi anni di tagli inconsulti e immotivati, che tutto hanno fatto fuorché migliorarne la qualità; Rick, da Fabio Fazio ancora a maggio, con successiva riconferma domenica scorsa, giurasti e stragiurasti che stop ai tagli all'istruzione. Bene. Mettete insieme queste due istanze e traetene le dovute conseguenze: ora che non ci sono più falchi pidiellini a minacciare l'iradiddio, ora che l'umanità pare comprendere che una cultura girata tutta sul tecnico non è meno inconcludente di una girata tutta sull'umanistico, Giò, Rick, CANCELLATE, DISINTEGRATE, PULVISCOLATE quella maledetta riforma Gelmini. Ricordate che c'è un ricorsino pendente in merito che verrà discusso il 21 novembre. Perché attendere? Eliminate l'unico relitto ancora pulsante del ventennio che tanto vi diede noia, l'atto di arroganza più insopportabile che mai uno Stato moderno abbia perpetrato contro i suoi stessi dipendenti, la vendetta più assurda che ha colpito non i percettori dei privilegi contestati da decenni, ma coloro che a questi privilegiati sono succeduti senza colpa veruna. Gettate nel dimenticatoio la riforma più persecutoria e disordinata che mai pubblica amministrazione ricordi. Fatelo per la pacificazione da tutti quanti invocata. Per il resto sono sicuro, Rick, che quando hai detto: "È un grande" riferito a Silviuccio, non stavi usando un aggettivo sostantivato. Dai, dicci cos'era, un grande cosa? Voto 7 sulla fiducia, più il 22% di IVA saliamo a 8,4. Più di così...

Giuseppe Civati: datosi che gli ultimi chiari di luna parlamentari hanno di fatto steso il sudario sulle ambizioni premieratizie di Renzi (e sai quanto ci spiace...), restiamo alla battaglia piddina per l'elezione a segretario. Pippo mio, siamo omonimi, siamo pressoché coetanei, siamo entrambi lombardi, siamo entrambi dottori di ricerca in discipline umanistiche, pertanto credo di avere una certa qual serie di obblighi intellettuali nei tuoi confronti. Vado ad assolvere il primo: ricordati che sono vent'anni che gli italiani mandano al potere individui dal viso inquietantemente glabro. Cerone di Silviuccio a parte, Renzi e quel lugubre becchino di Cuperlo sfoggiano ogni giorno che Dio manda in terra un volto rasatissimo, quasi riflettente. Spesso tu indulgi invece a quell'ispida peluria biondo-folletto irlandese che fa tanto studente universitario che ha tagliato i ponti col mondo perché doveva dare Analisi 1. Nella repubblica platonica il compito del comando tocca bensì ai barbuti filosofi, ma noi abbiamo superato da mo' la tripartizione indoeuropea delle mansioni all'interno di una polis, sicché tu devi evitare che ti si confonda col ceto intellettualoide di sinistra, quello delle movimentate barbe di Michele Serra o Marco Damilano per intenderci. Niente di peggio, vista la traboccante simpatia dei soggetti. Liscità, Pippo. Oppure oblio. Voto 5, che per effetto dell'aumento dell'IVA al 22% diventa 6,1. E ringrazia Silviuccio di ciò.

La Lega nord, che, OVVIAMENTE, oggi ha votato contro il Decreto Cultura del Governo. Certo, in tempi di crisi come questi sembra follia stornare fondi alle fondazioni lirico-sifoniche, roba da fighetti si sa, o addirittura alla salvaguardia di quel cimitero extratemporale cadente e malconcio di Pompei. Per carità. Chi sarebbe così folle da pensare che il potenziamento delle occasioni culturali, offrendo al pubblico bue qualcosa di diverso dalle fiction interrotte dalla pubblicità di prodotti che nessuno ha più voglia di comprare, porti soldini in cassa? Davvero c'è gente under 80 che pagherebbe per sentire le sinfonie di Mahler? Davvero una Pompei meno scalcinata di quella odierna attirerebbe turisti paganti e contanti? Ve li immaginate visitatori gaudenti agli Uffizi che non devono sempre chiudere metà delle sale, o presso il mausoleo di Augusto? Questo è il Lega-pensiero. Per loro cultura vuol dire spreco, ovviamente di sinistra. Nel loro immaginario, la nuova agorà è il centro commerciale dove spedire i pupi con la cicca in bocca a giocare coi videogiochi seduti alla tavola calda, mentre si acquista il telefonino da 800 euro e si tenta invano di far entrare la moglie nelle taglie 42 esibite alle vetrine degli outlet, pensando nel contempo a come implementare i tempi morti serali dopo l'anticipo di serie A in TV (birra e pizza o pizza e birra?). "Mah, che stereotipi qualunquisti". Lo so. Uguali e contrari a quelli che "il popolo della Lega" ha vomitato contro noi insegnanti e uomini di cultura in genere, dandoci genericamente del comunista (respingo al mittente, thanks...) ed elevando il conto in banca a unico parametro per giudicare la dignità umana (e se sapessero quanti uomini e donne di sinistra hanno il portafogli a destra...). Per costoro, tutto ciò che non diverte immediatamente o che spinge a riflessioni oltre il livello zero della comunicazione è in automatico una zavorra che obnubila il libero dispiegarsi delle facoltà naturali dell'uomo, che nel loro pantheon coincidono con quelle più istintivamente animali. Peccato invece che la cultura sia il punto più alto della nostra evoluzione. Che costa, certo. Ma rende. Voto 0, e tale rimane anche aggiungendo l'IVA al 22%.

La cretina che ha tentato il suicidio per non essere riuscita a procurarsi il biglietto per il concerto degli One Direction. Ora, a parte che da qui a giugno prossimo quelli lì potrebbero anche essersi sciolti ("NuuuuooooooooooHHHH, Louis nooooooooooOoOoOoo!!!!!"), rilevo nel per fortuna mancato autoannullamento della predetta figliola la traccia ulteriore della smaterializzazione etica e psichica della generazione bimbominkia. Sì, in altre sedi già osservammo che sono più di 20 anni che le fan delle boyband cianciano che senza il loro Nick, Robbie, Justin, Brian ecc. ecc. la vita non ha senso, ma alla fine erano frasi che restavano lì. Adesso no, è talmente forte l'anestesia morale in costoro che la barriera tra le cose per cui vale veramente la pena vivere (ed eventualmente morire) e la fuffa è del tutto crollata. Volersi uccidere perché non si riuscirà a vedere il Catechista mancato dal vivo (con quel muso, poi...)  va al di là del dispiacere che noi stessi provammo in un lontano e anonimo pomeriggio di periferia del 1987, quando ci accorgemmo di essere stati troppo in cortile a giocare, sì che avevamo bucato la puntata di Holly e Benji (che peraltro ineriva alla noiosissima partita con la Hot Dog dei gemelli Derrick, insomma nulla di imperdibile). Ci restammo male, è vero, perché all'epoca seguire quel cartone era quasi una religione (tralascio le schiere di coetanei che tentavano senza successo il tiro ad effetto...)(il tuo unico gol su azione in 13 anni di ora di ginnastica è stato un'autorete, ricordi?)(vabbe', quisquilie...), però a sera non ci si pensava più. E all'epoca per noi Oliver Hutton e soci erano davvero degli eroi. E non c'entra che nel caso degli OD ci sta anche tutto un fattore estetico-erotico che nel nostro caso era per forza di cose assente: c'è che l'eroe mediatico è una fonte di vita superiore a quelle reali proprio perché la vita reale non conta nulla rispetto al mondo fatato di sogni che i media hanno tessuto attorno ai bimbominkia. Questa qua tenta il suicidio, ma di fatto è già una pianta adesso, senza nemmeno attendere l'apposita assegnazione al girone di Pier delle Vigne; per una così non c'è famiglia, non ci sono amici, non ci sono agenzie sociali che tengano: fuori dal suo castello di favole e Sawii Badilati, semplicemente non c'è nulla di percepito. Cioè c'è solo la morte. Voto 2, che con l'Iva al 22% fa.... ah no, era già inclusa nel prezzo dei biglietti che non ha comprato...

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