Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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lunedì 11 marzo 2013

Gente vestita di porpora, abbiate senno...

Interrompiamo momentaneamente la giaculatoria di post sul disastro delle elezioni politiche di recente effettuazione qua in Italialialandia per guardare un momento oltre Tevere. Domani comincerà il conclave più fumoso della storia recente, roba che rischiamo di arrivare a Pasqua ancora con le Sede vacante. Io e la Spocchia, che finora vantavamo il 100% di pronostici azzeccati (1 conclave su 1, quello di Ratzinger, appunto) oggi ci dibattiamo nelle tenebre dell'Incertezza, consci che dalla Cappella Sistina potrebbe uscire qualsiasi risultato. Il problema è che i cardinali sembrano divisi su tutto, e non certo solo per la repentina de-benedettizzazione della Sede Apostolica. Del resto, oggi più che mai ci si rende conto che la Chiesa deve tenere un profilo politico mondiale, farsi collettore di suggestioni, istanze, problematiche che obiettivamente sono imparagonabili al carico di affari da gestire di qualsiasi altra organizzazione omologa, se di omologia si può parlare. Obama, per dire, deve certo guidare gli Stati Uniti, gendarme del mondo, e pensare ogni giorno ai problemi che spuntano come funghi ai quattro angoli del globo, epperò non è di sua competenza preoccuparsi pure di indirizzare le coscienze di gente che vive in contesti sociali, politici e culturali disparati. Suo è peraltro l'interesse a fare il bene in primis degli Stati Uniti, e farlo coincidere, sia detto senza veli ipocriti, col bene mondiale, o almeno di più mondo possibile. Il Papa deve fare il bene di un'entità chiamata Cattolicesimo, entità che in teoria non coincide con nessuna realtà fisica definita, ma è tansnazionale, essendo il Vaticano il mero centro irradiatore della dottrina in oggetto. Gli tocca pure confrontarsi con confessioni cristiane ma non cattoliche (come se Obama dovesse ancora dirimere le questioni tra Nordisti e Rossella O'Hara), deve stare attento a quel che dice per non urtare le altre religioni monoteiste, deve continuamente relazionarsi con una modernità che viaggia a ritmi e secondo codici che ormai non c'entrano più nulla col dettato evangelico, deve essere moderno e conservatore, aperto e tradizionalista, ragionare per deduzione di verità eterne e confrontarsi con aspetti accidentali mutando i quali sembra che crolli l'intero edificio della dottrina. Deve essere poliglotta, uomo di sinedrio, moderatore, compromissore, decisionista, popolare ma non pop, sorridente ma non inciucione, esperto in materia sessuale e matrimoniale, cioè in ciò che non ha mai esperito, deve aggredire i temi della Fede con i ganci della Ragione, deve parlare ai politici col linguaggio del Vangelo e comportarsi da politico con le altre Fedi... sì, insomma, credo che, più che il suo Eletto, lo Spirito Santo si prepari a scegliere prossima vittima. 
A questo punto, visto che stiamo per sfondare il muro dei 3000 contatti sul blog, crediamo di poterci permettere un endorsment, chiarendo però prima le ragioni che ci portano a non endorsare chi non endorseremo. Sia dunque chiaro che non abbiamo pregiudiziali di sorta contro gli italiani Scola e Ravasi, o contro il brasiliano Scherer, o contro il canadese Ouellet, o contro il bostoniano O' Malley, che non siano una sola: l'età (tutti over 60-70). Signori, esperti di dottrina finché si vuole, abili curiali e insieme parroci sapienti, non diciamo di no, ma se una lezione viene dalla conclusione degli ultimi due pontificati, essa consiste nell'allerta ad eleggere Papi avanti con gli anni o a pretendere da loro prestazioni super dopo passati gli 80 . Ratzinger si sa com'è andata, e Wojtyla già verso i 78 perdeva colpi. Allora, se vogliamo che la Chiesa non collassi, oltre ad una riforma della gestione di tutta la macchina, che non può essere affidata al solo Papa, ma neppure alla semplice interazione di Papa e Cardinali, ebbene, ci vuole una figura giovane, non italiana, che garantisca una tenuta di almeno dieci anni senza il rischio di vedercelo entrare in aula Paolo VI per le udienze del mercoledì col catetere sulla predellina cingolata. Una persona che porti la voce di genti anche lontane dalla vecchia e scettica Europa, senza però attizzare l'ennesima querelle dottrinaria, magari sulla Teologia della liberazione, un uomo non proveniente da nazioni il cui peso politico- economico potrebbe fatalmente tradursi in condizionamenti all'azione del Pontefice; un punto di riferimento per masse popolari non poverissime, ma neppure nababbe. Forte nella fede, ma ardente di carità. Giovane, ma già saputo.
Morale? Ecco la Machittevole's choice: signori Cardinali, stuppatevi il cervello ed eleggete Papa, possibilmente entro mercoledì per evitare ulteriori figuracce, l'arcivescovo di Manila, Cardinal Luis Antonio Gokim Tagle.



Ha 56 anni (Wojtyla fu eletto a 58), è popolarissimo, parla cinese, ci tiene da matti alla berretta cardinalizia, visto che ha pianto quando Ratzinger lo ha creato Principe della Chiesa, sarebbe, con la sua sola persona, un cuneo formidabile in un'area del mondo dove il cattolicesimo è forte e tuttavia deve interagire con la Cina (e i suoi annessi e connessi), l'induismo, il buddismo e l'islam. L'Asia potrebbe diventare un laboratorio di multiculturalità mostruoso, giacché gli esponenti delle altre religioni, ma pure i cari comunisti cinesi, sarebbero obbligati a confrontarsi non più con una cosa radicata dall'altra parte del globo, cioè a Roma, ma con una realtà il cui massimo rappresentante proviene dalle loro parti. Senza fare paralleli indebiti col ruolo di Wojtyla nel crollo dell'URSS, è chiaro che un cattolicesimo come quello asiatico, forte di una rappresentanza al livello più alto immaginabile, diventerebbe lievito di cambiamenti a nostro parere prodigiosi, che trainerebbero con sé tutte le altre zone del mondo, Americhe comprese. E l'Europa non potrebbe che giovarsi dall'acquisto di una prospettiva finalmente davvero nuova e, si spera, stimolante. I fumi di una gestione della curia troppo inquinata da feudalizzazioni personali, le questioni economiche, gli scandali della pedofilia, questo & quell'altro, dicono una sola cosa: i porporati occidentali devono stare fermi un giro, fare pulizia al proprio interno, ritrovare la sana distinzione tra sfera temporale e spirituale, ascoltare le voci di popoli che non vogliono essere educati a colpi di canzoncine di fra Cionfoli e che non chiedono alle Giornate mondiali della Gioventù di trasformarsi tutte le volte in un Carnevale della Fede, che vogliono una Parola che entri nella carne della società, ma non si anestetizzi nella teologia destinata a diventare latinorum
C'è, mi rendo conto, nella maggioranza delle culture asiatiche, un senso di sottile fatalismo/abbandono alle Cose che mal si concilia, in astratto, colle dottrine del libero arbitrio che il Cattolicesimo ha al suo nocciolo; eppure, eppure, eppure, non sarebbe male che proprio questo sostrato culturale, sintetizzato nella figura certo cattolica, ma prima ancora asiatica dell'ottimo Tagle, risvegliasse qualcosina che il Cattolicesimo occidentale, ma pure l'Occidente tutto, non ha più: il sottile senso delle forze che ci sovrastano e che, per quanti progressi il razionalismo umanistico-illuministico abbia fatto, coi benefici di cui tutti godiamo ogni giorno, restano Altro e Oltre ogni possibilità di umano controllo (sì, è lo sbattibarriere che parla...). Non so, non sarebbe male che si riconoscesse quel senso del Limite, non più certo apparentabile a Inferno 26, eppure ormai anche troppo trascurato: la coscienza che energie universali di cui noi siamo l'infinitesimo scorrono sopra e dentro noi, energie di cui noi siamo placidi vettori, ma non mai controllori. Il Destino? Non vorrei dirlo, poiché non perdo convinzione nell'autocreazione della sorte individuale. Direi piuttosto quella famosa Barriera Estrema dell'Essere già altrove citata: l'essenza stessa del nostro esistere, il crogiuolo delle Potenzialità che tanto più autonomamente funzionano quanto più umilmente sono accettate, sia nei loro punti di forza che in quelli deboli. L'umanesimo come riscoperta di TUTTO l'uomo, sovrano degli altri viventi e primo tra i viventi a sapersi transitorio, alla faccia di tutti gli esorcismi consumistici e scientistici, sì che la vera meta dell'Esistere sia quell'Essere che annulla ogni alterità.
Auspichiamo dunque la soluzione-Tagle. Tenendo ben alla larga, non certo per mancanza di riguardo, ma per l'assoluta emergenza in cui ci troviamo e che sconsiglia ulteriori esiti fuori programma, il fantasma del pontificato di Luciani.


(p.s.: a tutti gli operatori dell'informazione: non per fare il pignolo a tutti i costi, ma domani mattina i cardinali celebreranno la Missa detta Pro Eligendo Romano PontIfice, non PontEfice. Rispettate il latino, cribbio!)

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