Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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domenica 24 marzo 2013

La stoffa c'è. E anche le cuciture.


Recensiamo la nuova, brillante creatura di Erica Gazzoldi, 'Il resto è silenzio', stavolta ambientata in una cornice universitario-teatrale in cui mondo delle maschere e mondo dei sentimenti si sovrappongono, si scambiano, si svelano a vicenda, per mostrare una volta di più che il teatro è la finzione più vera e la vita, specie la vita dei sentimenti che ci legano ad altre persone, è la verità più fingibile.
Laura, membro di una compagnia di studenti artisti italo-erasmusiani, riceve della professoressa Fusini (sì, LEI) la parte di Amleto per la messa in scena dell'originale scespiriano. Nessuna sorpresa, non sarebbe la prima volta nella storia del teatro mondiale che ciò avviene, ma qui non è il precedente di Sarah Bernhardt a contare, semmai il problema è che il ruolo di Orazio, l'amico-completatore di Amleto, colui che ha 'blood and judgement' abbastanza per tutti e due, ma se lo tiene tutto per sé in una prova eccelsa di stoicismo narcisista, tale ruolo, dicevamo, è affidato a Cesare, col quale Laura sconta un enigmatico rapporto di silenzi/finzioni le cui radici remote ci vengono solo accennate (narratore esterno, ma focalizzazione interna, ah la narratologia...), ma che paiono rimandare a tempi liceali di superficiale percezione reciproca, per poi farsi, in Università, matassa di cose dette ma sopratutto non dette o solo accennate, sentimenti temuti pur se voluti e forse respinti perché non ancora sopportabili in tutta la loro deflagrante novità. Dover quindi interagire con 'il migliore amico' del protagonista renderà più semplici o più complicati i rapporti tra Laura e Cesare? Si integreranno o si respingeranno? La mobile natura di lei potrà mai parlare all'anima cristallizzata di lui? E dov'è la verità? Nelle loro vite effettive o nella proiezione teatrale? In quale dei due mondi i sentimenti sono meglio espressi? Quali sono i gesti più spontanei? Il mascheramento potrebbe paradossalmente favorire quella vicinanza che le identità reali hanno reso impossibile, eppure non sappiamo se Cesare veda le cose allo stesso modo di Laura, poiché il massimo che riesce ad eleargirle è un malinconico sorrisetto in ambiente pubbesco. Odio e amore su due facce della stessa moneta. E il resto è silenzio: tacciono le maschere, parlano le anime. O esattamente il contrario.  
Erica pennella da par suo psicologie sensibili e fragili, mostrandoci che l'arte non è roba da scaffali polverosi o da conferenze in cui il relatore dà a intendere che nessuno tranne LUI può capire Shakespeare o altri. L'arte è vita proiettata nella forma più universale. 
Bravò.

2 commenti:

  1. Oddio, prof... sempre troppo gentile... <3 Sì, il riferimento è proprio a Nadia Fusini, anche se quella vera non insegna a Pavia ;)... Baci!!

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    1. Dimenticavo: come avviene altre volte, questo racconto è l'incrocio fra mie fantasticherie ad occhi aperti e un autentico sogno fatto di notte, in cui ero io a vestire i panni di Amleto... Comunque, Laura non è la mia controfigura. Stavolta, lo posso assicurare. ;) Il testo completo del racconto è reperibile qui: http://sottoscritti.wordpress.com/2013/03/06/il-resto-e-silenzio-di-erica-gazzoldi/

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