Motto


"Chi scende, non sale; chi sale, non zucchero; chi scende, zucchero".



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venerdì 7 dicembre 2012

Frenesia di antichi vezzi.

[Roma. Montecitorio. Alfano circondato da famelici Operatori dell'Informazione]

Alfano: Il Presidente Berlusconi vuole scendere in campo, del resto è lui il detentore del titolo....
Giornalista tappa: Allora le annullate le primarie?
Alfano: ....e siccome è lui che alzò la coppa nel 2008, può decidere di tornare in campo quando vuole, ha il diritto di difendere il titolo....
GIornalista tappa: Sì, ma allora le primarie non le fate più?!?!?
Alfano:  MI FACCIA FINIRE LA MIA DOTTA METAFORA CALCISTICA CHE SONO VENT'ANNI CHE SILVIO CI SFONDA LE GONADI CON L'EQUAZIONE CALCIO-POLITICA, CRIBBIO!!!!! Comunque dicevo, la partita può riprendere............. 
Giornalista tappa: Allora Lei non è più candidato alle primarie?
[Rumore di sparo. La giornalista tappa cade a terra]
Alfano:......e comunque io mi sono regolarmente candidato alle primarie già dal 24 ottobre.
Coro dei giornalisti: Quindi?
Alfano: Quindi ora la parola spetta a Berlusconi [esce].

Mentre dunque il delfino spiaggiato del PDL argomentava in sì specchiata maniera, esibendo il classico sorriso di chi sa di star difendendo l'indifendibile, oltre che smentire tutta una linea portata avanti fino a due ore prima, io e la Spocchia ci siamo tramutati in zanzare e ci siamo diretti a curiosare al Quirinale e a Palazzo Grazioli.
Giunto a casa Napolitano, ho visto una cosa che mi costringe ad aggiornare quanto supposto l'altra volta: nella Sala degli specchi il nostro Presidente non ha un calendario qualsiasi, bensì quello Maya e la data del 22 dicembre è segnata da una specie di emoticon bimbominkiese  esprimente gioia. Da ciò vorrei dedurre che le sue parole rilasciate oggi al direttivo dell'ANCI ("Posso assicurare che, nonostante le fibrillazioni pre-elettorali dei partiti della maggioranza, la tenuta istituzionale dell'Italia NON E' in discussione, che si sappia sia in Italia che in Europa") vogliano in realtà dire: "Tanto fra due settimane finisce il mondo, mica ci arriviamo alle elezioni, scusate se vado di fretta, ma donna Clio ha appena sfornato la pastiera...". Credo insomma che il compagno Gio abbia ormai raggiunto un pre-Nirvana, una sorta di anestesia intellettuale ed etica in grado di isolarlo dalle tensioni negative che si agitano in Parlamento. In altre parole, ha già attuato il transfert alla configurazione Tranquillo Pensionato Che Non Comprerà Mai Più Un Giornale.
Ma alla sede del PDL.... gente che da 15-20 anni si costringe a sorridere a Berlusconi e a fare di sì con la testolina, né più né meno come i convitati anonimi alla mensa di don Rodrigo, gente che già pregustava il vanigliato aroma della possibilità di esprimere le proprie idee senza temere ritorsioni, gente che si vedeva eletta senza dover ringraziare il Padrone la cui benevolenza gli ha concesso il seggio.... catasplat! Ritorno nell'Incubo... di nuovo tutti allineati dietro alle sparate del Capo, costretti a capriole dialettico-semiotiche per giustificarne le gaffes, le festicciole, le bordate estremistiche.... di nuovo ad ingegnarsi per dare l'idea di un partito vero e dotato di una dialettica interna che in realtà è assente...
Crosetto è ridotto alla carcassa di un cinghiale deluso; Frattini, il secchione Frattini, l'uomo il cui strabismo ci impedisce da 20 anni di capire a chi si rivolge quando conciona con quel tono metallico che sarebbe più adatto alle lezioni notturne del Consorzio Nettuno, colui che, dopo che Berlusconi proclamò: "Meglio appassionato di belle ragazze che gay!", disse alla Gruber: "Le parole del Presidente NON HANNO OFFESO gli omossessuali, comunque AVRA' MODO DI SCUSARSI SE LO VORRA' " riuscendo cioè in ciò che attendevamo dai tempi di Aristotele, ovvero la violazione del principio di identità e non contraddizione, morale, Frattini SI E' DISSOCIATO dalla sua stessa maggioranza, che su ordine di Berlusconi si è astenuta dalle votazioni di Camera e Senato; altre frattaglie in attesa di reazione.

Così, nell'illusione che qualcosa cambi, si torna all'antico: pezzi di magggioranza che mettono sull'avviso il governo che qualcosa non va e minacciano di sfilarsi (chessò, Craxi che silura De Mita) e l'Italia torna a scuotersi, come se non ci fosse un intero sistema politico-economico a tenerci il fiato sul collo. Con questa sua presunta rentrée, Berlusconi strappa definitivamente il velo di Maya con cui si è coperto sin dagli esordi: egli non è il nuovo della politica, non lo è mai stato; a maggior ragione, ora si sta comportando come i peggiori arnesi degli anni '80, quelli che lui dichiarò di voler consegnare all'oblio con il suo dinamismo e il suo stile aziendale. No, Silvio: scendesti in campo da imprenditore e ti comportasti da latifondista. Thumbs down, sorry. 

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